Il trattamento fiscale della cessione di atleta

Quesito: Si chiede se una società sportiva dilettantistica, che emette regolare fattura con IVA al 22% per la cessione dei diritti di un atleta a un’altra associazione iscritta alla stessa federazione sportiva nazionale, possa beneficiare della forfettizzazione del 50% (legge 398/91) o debba effettuare il versamento dell’IVA in maniera integrale.

Risposta: Anche a voler accettare la distinzione fra attività “connesse” e “non connesse” alle attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali – per le quali la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18/2018 ha espressamente ribadito il differente trattamento tributario in capo ai soggetti operanti nel regime della legge 398/91 – certamente la cessione di un atleta non è da considerarsi attività non connessa. Quindi, se viene emessa fattura e sono rispettati i requisiti della legge 398/91, spetta la detrazione forfetizzata del 50%.

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Costituzione/cessione di usufrutto di immobile a s.s.d. a r.l.

Quesito: Una s.s.d. a r.l. sta per acquistare l’usufrutto di un immobile adibito ad uso scuderia per l’esercizio dell’attività sportiva da parte degli associati. Si chiede se ai fini IVA l’atto di compravendita: vada assoggettato a IVA 22 %; vada emessa fattura in reverse charge ex art. 17 d.p.r. 633/72; vada emessa fattura esente da IVA ex art. 10.

Risposta: Il quesito parla di acquisto dell’usufrutto, operazione possibile e specificatamente prevista e regolamentata dall’art. 980 c.c. ma non certo frequente, riteniamo quindi che più probabilmente si tratti di costituzione di usufrutto e non di acquisto di un usufrutto già esistente.

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Rinnovo quote federali a carico della a.s.d.

Quesito: Una a.s.d. può procedere a proprie spese al rinnovo delle quote federali/istruttori e relative coperture assicurative che i propri tecnici  dovrebbero pagare presso la competente federazione  senza che ciò comporti la riqualificazione del costo come “compenso in natura”? 

Risposta: Se tale comportamento è esplicitamente previsto e correttamente motivato in una delibera dell’organo direttivo, riteniamo che tale riqualificazione sarebbe decisamente “forzata” e contestabile: poiché la a.s.d. deve avvalersi di tecnici in possesso del tesseramento presso la Federazione o Ente di promozione affiliante, non vediamo perché non possa farsi carico del relativo costo.

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Credito d’imposta su canoni di locazione marzo-giugno: anche per a.s.d. con solo Codice Fiscale?

Quesito: Una asd con solo codice fiscale gestisce una palestra; ha un contratto di locazione regolarmente registrato e ha pagato l’affitto per marzo e giugno. Secondo l’articolo 28 del d.l. 34 del 19/05/2020 avrebbe diritto a un credito di imposta del 60%. Si chiede se esistano limiti nell’utilizzo di tale credito oppure se sia utilizzabile per qualsiasi pagamento tramite f24 intestato all’associazione (nello specifico si tratterebbe di TARI, ritenute d’acconto su lavoro occasionale e lavoro autonomo).

Risposta: Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione per il pagamento di qualsiasi tributo o contributo per il quale si utilizzi il Mod. F24, quindi anche della TARI.

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Richiesta di emissione fattura a fronte dell’iscrizione all’attività sportiva

Quesito: Una a.s.d. ha ricevuto la richiesta di emettere fattura elettronica riferita all’iscrizione annuale all’attività (esclusivamente rivolta alla fascia di età 7-16 anni per l’avviamento al ciclismo). La richiesta è avanzata da un genitore nella cui azienda il contratto integrativo ha previsto l’erogazione di un buono Welfare 2.0 a favore dei propri dipendenti e loro familiari e la società terza incaricata di svolgere il servizio di erogazione lo adempie solo a fronte della presentazione della fattura. Si chiede se, qualora venga emessa fattura, questa sia o non sia esente da IVA.

Risposta: Affrontiamo separatamente i vari elementi del quesito, perché ciascuno necessita di qualche precisazione.

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Smarrimento dell’atto costitutivo originale e regolarizzazione della a.s.d. presso l’Agenzia delle Entrate

Quesito: Un’a.s.d. affiliata FSI e costituitasi nel 2006 con solo codice fiscale deve procedere a registrare l’associazione presso l’Agenzia delle entrate, che ha richiesto lo statuto e l’atto costitutivo firmato in originale: di quest’ultimo il consiglio direttivo dispone solo di una copia senza le firme originali delle persone partecipanti all’assemblea costituente, che oggi non sono rintracciabili. L’agenzia delle entrate, pur avendo il codice fiscale dell’associazione, dice di non riuscire a rintracciare l’atto costitutivo. La federazione scacchistica non dispone dell’atto costitutivo originale perché troppo vecchio. Si chiede come regolarizzare la posizione della a.s.d. presso l’agenzia delle entrate.

Risposta: Dalla formulazione un poco confusa del quesito ci pare di poter fare due ipotesi:

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Modello EAS e attività decommercializzate

Quesito: Una a.s.d. con codice fiscale (senza p.IVA) e registrata al CONI ha presentato il modello EAS 3 anni fa, all’atto della costituzione; si chiede se sia corretta la lettura di quanto riportato nel sito dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui per le a.s.d. che non svolgono attività commerciale sembri non essere obbligatorio, e quando si applichi l’onere di presentazione per avere la decommercializzazione delle attività commerciali connesse (quali ad esempio i Corsi). Si chiede inoltre – non trovando più la documentazione del modello già presentato – come si faccia a sapere di essere in regola relativamente al modello EAS.

Risposta: Per quanto riguarda l’obbligo o meno della presentazione del Modello EAS in casi come il Vostro (a.s.d. senza partita IVA che percepisce corrispettivi specifici esclusivamente da soci e/o tesserati), dopo qualche dubbio iniziale la situazione è stata chiarita dalla Circolare 12/2009 che al punto 1.2.1.2 testualmente recita: “L’onere della comunicazione dei dati grava anche sulle associazioni che effettuano operazioni strutturalmente commerciali anche se non imponibili ai sensi dell’articolo 148, terzo comma, del TUIR e dell’articolo 4 del DPR n. 633 del 1972″.

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La determinazione dell’imponibile nella S.s.d.r.l.: cassa, cassa allargata o competenza?

Nella stagione delle dichiarazioni (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) si ripresenta un dubbio di non facile soluzione.

1. La fondamentale differenza fra a.s.d. e S.s.d.r.l.: diversa la distinzione fra ricavi fiscalmente rilevanti e non

In primo luogo ricordiamo una prima importante differenza fra a.s.d. e S.s.d.r.l.

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Attività non connesse alla Legge 398/91

Quesito: Una Srl Società Sportiva Dilettantistica ha preso in locazione un immobile in cui intende fornire ai propri soci attività di fitness con attrezzature e corsi a corpo libero. La struttura dispone anche di una centro relax con bagno turco, sauna, doccia emozionale e piscina riabilitativa. Inoltre ulteriori spazi dell’immobile dovrebbero essere locati a medici e/o fisioterapisti che, una volta sottoscritto il contratto di locazione, si occuperebbero anche delle autorizzazioni sanitarie per svolgere la propria attività. Si chiede: 1. i locali “relax” con bagno turco, sauna e doccia emozionale come andrebbero gestiti contabilmente in quanto considerata attività “non connessa” (alla luce della circolare 18/E/2018) e quindi fuori dal parametro di applicazione della l. 398/1991;
2. i proventi da locazione per locali affittati a medici e/o fisioterapisti come andranno considerati?

Risposta: Come scritto in altri articoli e risposte già pubblicati, la distinzione fra attività connesse e non connesse di cui alla Circolare 18/2018 ci lascia estremamente perplessi, ma è comunque un documento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, e l’opzione di seguirla, quantomeno per prudenza, non è quindi ipotesi da scartare a priori.

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Svolgimento di nuova attività di una S.S.D.

Quesito: Una s.s.d. gestisce in concessione ventennale un campo da calcio comunale, con regolare iscrizione al C.O.N.I. e svolgimento di attività didattica e calcistica per propri ragazzi tesserati. Riceve pubblicità in regime di 398/91. Ora la stessa vuole ampliare l’attività con la costruzione in proprio di un bar e due campi da beach volley con accesso libero a tutti i soci, tesserati e non. Gli accessi alle tre strutture sarebbero distinte e separate, chi vuole accede solo al campo da calcio, chi vuole accede solo ai beach volley, chi vuole accede solo al bar. La s.s.d. intende tenere separate queste due nuove attività e gestirle in regime I.V.A. normale (questo in quanto la costruzione porterebbe a un credito I.V.A. rilevante). In riepilogo è corretto affermare che si avrà: attività Istituzionale (didattica, insegnamento, campionati, tornei, ecc, calcistica), attività in 398/91 per pubblicità campo da calcio, regimi normali I.V.A. e imposte per attività di bar e beach volley?

Risposta: Preliminarmente ci lascia perplessi, trattandosi di una s.s.d., la dizione “tutti i soci, tesserati e non”, poiché abitualmente i soci non sono in numero tale da costituire l’intera platea dei frequentatori, come parrebbe da tale dizione. Riteniamo quindi che il termine “soci” sia stato impropriamente utilizzato per definire i partecipanti all’attività sportiva.

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