Insegnanti di Sport: fuga dal CONI

Gli adempimenti sempre più impegnativi a carico delle a.s.d. e i rilevanti vantaggi del regime forfetario stanno portando alla chiusura di molte a.s.d. non votate all’agonismo, e all’apertura di posizioni IVA da parte degli istruttori. E la cosa non ci dispiace.

In primo luogo chiariamo cosa intendiamo con “insegnanti di sport”: istruttori in discipline sportive non agonistiche, di alcune delle quali diversi commentatori mettono in dubbio anche la stessa “sportività”, quali yoga, Pilates, Feldenkrais, calistenico, in parte danza, personal trainers, e dintorni.

Un numero rilevante e in crescita di soggetti, la cui attività è insegnare a singoli o piccoli gruppi come praticare tali discipline, o più precisamente come imparare tali metodologie di allenamento e trarne il massimo beneficio, nella stragrande maggioranza dei casi non in termini di risultati agonistici ma di conseguimento di risultati personali, di condizione fisica, di benessere.

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Richiesta di emissione fattura a fronte dell’iscrizione all’attività sportiva

Quesito: Una a.s.d. ha ricevuto la richiesta di emettere fattura elettronica riferita all’iscrizione annuale all’attività (esclusivamente rivolta alla fascia di età 7-16 anni per l’avviamento al ciclismo). La richiesta è avanzata da un genitore nella cui azienda il contratto integrativo ha previsto l’erogazione di un buono Welfare 2.0 a favore dei propri dipendenti e loro familiari e la società terza incaricata di svolgere il servizio di erogazione lo adempie solo a fronte della presentazione della fattura. Si chiede se, qualora venga emessa fattura, questa sia o non sia esente da IVA.

Risposta: Affrontiamo separatamente i vari elementi del quesito, perché ciascuno necessita di qualche precisazione.

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Smarrimento dell’atto costitutivo originale e regolarizzazione della a.s.d. presso l’Agenzia delle Entrate

Quesito: Un’a.s.d. affiliata FSI e costituitasi nel 2006 con solo codice fiscale deve procedere a registrare l’associazione presso l’Agenzia delle entrate, che ha richiesto lo statuto e l’atto costitutivo firmato in originale: di quest’ultimo il consiglio direttivo dispone solo di una copia senza le firme originali delle persone partecipanti all’assemblea costituente, che oggi non sono rintracciabili. L’agenzia delle entrate, pur avendo il codice fiscale dell’associazione, dice di non riuscire a rintracciare l’atto costitutivo. La federazione scacchistica non dispone dell’atto costitutivo originale perché troppo vecchio. Si chiede come regolarizzare la posizione della a.s.d. presso l’agenzia delle entrate.

Risposta: Dalla formulazione un poco confusa del quesito ci pare di poter fare due ipotesi:

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Modello EAS e attività decommercializzate

Quesito: Una a.s.d. con codice fiscale (senza p.IVA) e registrata al CONI ha presentato il modello EAS 3 anni fa, all’atto della costituzione; si chiede se sia corretta la lettura di quanto riportato nel sito dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui per le a.s.d. che non svolgono attività commerciale sembri non essere obbligatorio, e quando si applichi l’onere di presentazione per avere la decommercializzazione delle attività commerciali connesse (quali ad esempio i Corsi). Si chiede inoltre – non trovando più la documentazione del modello già presentato – come si faccia a sapere di essere in regola relativamente al modello EAS.

Risposta: Per quanto riguarda l’obbligo o meno della presentazione del Modello EAS in casi come il Vostro (a.s.d. senza partita IVA che percepisce corrispettivi specifici esclusivamente da soci e/o tesserati), dopo qualche dubbio iniziale la situazione è stata chiarita dalla Circolare 12/2009 che al punto 1.2.1.2 testualmente recita: “L’onere della comunicazione dei dati grava anche sulle associazioni che effettuano operazioni strutturalmente commerciali anche se non imponibili ai sensi dell’articolo 148, terzo comma, del TUIR e dell’articolo 4 del DPR n. 633 del 1972″.

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La determinazione dell’imponibile nella S.s.d.r.l.: cassa, cassa allargata o competenza?

Nella stagione delle dichiarazioni (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) si ripresenta un dubbio di non facile soluzione.

1. La fondamentale differenza fra a.s.d. e S.s.d.r.l.: diversa la distinzione fra ricavi fiscalmente rilevanti e non

In primo luogo ricordiamo una prima importante differenza fra a.s.d. e S.s.d.r.l.

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Attività non connesse alla Legge 398/91

Quesito: Una Srl Società Sportiva Dilettantistica ha preso in locazione un immobile in cui intende fornire ai propri soci attività di fitness con attrezzature e corsi a corpo libero. La struttura dispone anche di una centro relax con bagno turco, sauna, doccia emozionale e piscina riabilitativa. Inoltre ulteriori spazi dell’immobile dovrebbero essere locati a medici e/o fisioterapisti che, una volta sottoscritto il contratto di locazione, si occuperebbero anche delle autorizzazioni sanitarie per svolgere la propria attività. Si chiede: 1. i locali “relax” con bagno turco, sauna e doccia emozionale come andrebbero gestiti contabilmente in quanto considerata attività “non connessa” (alla luce della circolare 18/E/2018) e quindi fuori dal parametro di applicazione della l. 398/1991;
2. i proventi da locazione per locali affittati a medici e/o fisioterapisti come andranno considerati?

Risposta: Come scritto in altri articoli e risposte già pubblicati, la distinzione fra attività connesse e non connesse di cui alla Circolare 18/2018 ci lascia estremamente perplessi, ma è comunque un documento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, e l’opzione di seguirla, quantomeno per prudenza, non è quindi ipotesi da scartare a priori.

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Svolgimento di nuova attività di una S.S.D.

Quesito: Una s.s.d. gestisce in concessione ventennale un campo da calcio comunale, con regolare iscrizione al C.O.N.I. e svolgimento di attività didattica e calcistica per propri ragazzi tesserati. Riceve pubblicità in regime di 398/91. Ora la stessa vuole ampliare l’attività con la costruzione in proprio di un bar e due campi da beach volley con accesso libero a tutti i soci, tesserati e non. Gli accessi alle tre strutture sarebbero distinte e separate, chi vuole accede solo al campo da calcio, chi vuole accede solo ai beach volley, chi vuole accede solo al bar. La s.s.d. intende tenere separate queste due nuove attività e gestirle in regime I.V.A. normale (questo in quanto la costruzione porterebbe a un credito I.V.A. rilevante). In riepilogo è corretto affermare che si avrà: attività Istituzionale (didattica, insegnamento, campionati, tornei, ecc, calcistica), attività in 398/91 per pubblicità campo da calcio, regimi normali I.V.A. e imposte per attività di bar e beach volley?

Risposta: Preliminarmente ci lascia perplessi, trattandosi di una s.s.d., la dizione “tutti i soci, tesserati e non”, poiché abitualmente i soci non sono in numero tale da costituire l’intera platea dei frequentatori, come parrebbe da tale dizione. Riteniamo quindi che il termine “soci” sia stato impropriamente utilizzato per definire i partecipanti all’attività sportiva.

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Affitto di azienda a ditta esterna: obbligo di fatturazione?

Quesito: Un’a.s.d., in regime 398 e con volume di affari nell’anno precedente inferiore a 65.000 euro, ha in essere un contratto di affitto di azienda (il ristorante, immobile attrezzature e licenza) con una ditta esterna a cui emette fattura mensile. Tale corrispettivo è stato considerato e classificato come commerciale: Si chiede se la fattura che viene emessa debba essere elettronica o cartacea?

Risposta: Poiché l’associazione, nell’anno precedente, ha conseguito ricavi commerciali inferiori a 65.000 euro, è esonerata dall’obbligo di emissione della fattura elettronica.

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Condivisione di spazi tra a.s.d.: obbligo di fatturazione?

Quesito: Una a.s.d. ha in gestione un impianto comunale e ne concede l’uso ad altre a.s.d. dietro pagamento di un corrispettivo. Si chiede conferma del fatto che, essendo le a.s.d. non affiliate alla stessa federazione, si dovrà emettere regolare fattura con esposizione di IVA al 22%

Risposta: Sì e no.
Si: è attività commerciale e quindi il corrispettivo dovrà essere assoggettato a IVA (ovvero considerato comprensivo di IVA) e il relativo importo, al netto dell’IVA, sarà rilevante ai fini delle imposte sui redditi e del plafond dei 400.000 euro per l’accesso al regime di cui alla legge 398/91.
No: perché se avete optato appunto per il regime di cui alla Legge 398/91, come pare probabile, a norma dell’art. 74, VI comma, del D.P.R. 633/72 siete “… esonerati dall’obbligo di fatturazione, tranne che per le prestazioni di sponsorizzazione, per le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica e per le prestazioni pubblicitarie”.
Poiché la controparte con ogni probabilità sarà a sua volta in “regime 398” e quindi non avrà necessità della fattura per poter detrarre l’IVA e le sarà sufficiente una semplice ricevuta per documentare la spesa, non siete tenuti all’emissione di una “regolare fattura” ma potrà appunto essere emessa una semplice ricevuta (senza bollo perché si tratta di un corrispettivo soggetto a IVA).