Legge di bilancio 2021: una piccola agevolazione per lo sport, un’ulteriore svista del legislatore

Sospesi i versamenti fiscali e previdenziali dovuti nei mesi di gennaio e febbraio. Il problema dei pagamenti si riproporrà a maggio… ma forse la questione si risolve da sola. Purtroppo.

I commi 36 e 37 dell’art. 1 della Legge di Bilancio hanno stabilito la possibilità, per alcuni fra i sodalizi sportivi, di sospendere i versamenti fiscali e previdenziali dovuti nei mesi di gennaio e febbraio, con possibilità di effettuarli entro il 30 maggio 2021 o rateizzandoli fino a un massimo di 24 rate mensili a partire dal 30/5/2021.

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Soppresso l’art. 108 della Legge di Bilancio: nulla cambia per l’IVA dei sodalizi sportivi

Parliamo di una norma che avrebbe potuto essere legge e che invece non esiste; non perderemo ulteriore tempo in commenti ma un paio di osservazioni meritano di essere fatte

In un lungo articolo uscito a metà novembre 2020 su Fiscosport.it avevamo approfondito l’esame di questa disposizione, presente nelle bozze della Legge di Bilancio all’art. 108 (prima art. 99 e poi 103) e successivamente soppressa a seguito di un emendamento. A quel contributo rinviamo per una trattazione più scientifica: qui, in sede di epitaffio, saremo ben più sintetici e meno scientifici.

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Il punto, e alcune importanti raccomandazioni, sul credito d’imposta per locazioni

In questo articolo intendiamo ricordarne i termini in modo estremamente sintetico, e soprattutto segnalare due elementi che nel mare delle disposizioni emanate quest’anno potrebbero non essere stati compresi nella loro fondamentale importanza:

– l’ampiezza della platea dei soggetti in stato di emergenza

– la portata della dead line del 31/12/2020.

A) L’art. 28 del D.L. 34/2020

L’agevolazione in esame è disciplinata in primo luogo dall’art. 28 del D.L. 34/2020 (“Decreto rilancio”), modificato dal D.L. 104/2020 (“Decreto agosto”), che ha esteso il beneficio al mese di giugno.

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Rimborsi per trasferte e indennità a genitori non soci o tesserati

Quesito: Una a.s.d. di calcio con settore giovanile, per il servizio trasporto nell’organizzazione delle trasferte delle squadre giovanili, viene aiutata da alcuni genitori dei ragazzi con utilizzo delle proprie autovetture. Si chiede se l’a.s.d. possa erogare un rimborso forfettario spese, in base  art. 67, co. 1 lett. m) T.U.I.R., ai genitori che non siano né tesserati né soci: a nostro avviso proprio per la natura dei redditi diversi e occasionali, riteniamo che sia erogabile anche a soggetti non tesserati, sulla base di un corretto contratto scritto e firmato tra le parti; ma si vorrebbe avere conferma.

Risposta: Ai fini della qualificazione del rimborso forfettario, il fatto che i genitori non siano né tesserati né soci è irrilevante.

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Credito di imposta locazioni marzo-giugno: anche per s.d.d. senza senza attività commerciale?

Quesito: Il DL Rilancio stabilisce che il credito d’imposta per immobili non abitativi spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attivita’ istituzionale. Questa specifica norma non espone le ASD che svolgono solo attività di natura istituzionale (incasso quote associative e vendita servizi vs soci/tesserati) alla verifica del requisito della perdita di fatturato. Si chiede un parere sul diritto al predetto credito d’imposta da parte di una SSD che non svolge attività commerciale ma solo vendita servizi vs soci/tesserati (solo attività istituzionale esentasse), in considerazione del fatto che tale soggetto non può annoverarsi fra gli enti NON commerciali. Grazie

Risposta: A differenza di quanto accade per le a.s.d., per le s.s.d. tutti i ricavi sono commerciali, anche se parte di essi sono decommercializzati, ai soli fini fiscali, dall’art. 148 T.U.I.R.

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Nella bozza della Legge di Bilancio, una rivoluzione IVA per i sodalizi sportivi

Se verranno confermate nel testo definitivo le modifiche agli artt. 4 e 10 del d.p.r. 633/72 previste dall’art. 103, cambierà radicalmente il trattamento dei corrispettivi specifici

Abitualmente non commentiamo le bozze dei provvedimenti, anche perché il testo definitivo ben potrebbe essere radicalmente diverso, ma in questo caso la novità è di particolare rilievo, le questioni che il testo attuale della Legge di Bilancio pone non sono poche, fra professionisti se ne sta già parlando molto: e ci è quindi parso opportuno far presente ai nostri lettori “cosa bolle in pentola”.

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Insegnanti di Sport: fuga dal CONI

Gli adempimenti sempre più impegnativi a carico delle a.s.d. e i rilevanti vantaggi del regime forfetario stanno portando alla chiusura di molte a.s.d. non votate all’agonismo, e all’apertura di posizioni IVA da parte degli istruttori. E la cosa non ci dispiace.

In primo luogo chiariamo cosa intendiamo con “insegnanti di sport”: istruttori in discipline sportive non agonistiche, di alcune delle quali diversi commentatori mettono in dubbio anche la stessa “sportività”, quali yoga, Pilates, Feldenkrais, calistenico, in parte danza, personal trainers, e dintorni.

Un numero rilevante e in crescita di soggetti, la cui attività è insegnare a singoli o piccoli gruppi come praticare tali discipline, o più precisamente come imparare tali metodologie di allenamento e trarne il massimo beneficio, nella stragrande maggioranza dei casi non in termini di risultati agonistici ma di conseguimento di risultati personali, di condizione fisica, di benessere.

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Ma per stare nel Registro CONI … queste gare vanno proprio fatte?!?

Da tempo gli Enti di promozione stanno inviando alle proprie affiliate comunicazioni sull’argomento, non sempre concordanti e non sempre del tutto corrette. Esaminiamo con attenzione ciò che stabilisce il Regolamento CONI, purtroppo non del tutto chiaro.

Lo spunto per questa indagine nasce dalle circolari che molti Enti di promozione stanno inviando alle affiliate, raccomandando/richiedendo di partecipare ad attività agonistica, pena la revocadell’affiliazione e la cancellazione dal Registro CONI.

È vero?

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L’inquadramento del “nuoto libero”: più i dubbi che le certezze

Ci è stato chiesto se per una s.s.d. srl in regime 398 i ricavi conseguiti al pagamento del biglietto da parte di soggetti tesserati e non, per l’accesso alla pratica del nuoto libero, alle piscine interne ed esterne (estivo), incluso in estate l’utilizzo del lettino/sdraio, debbano considerarsi ricavi per attività istituzionale oppure commerciale “connessa” “non connessa”. Come dimostra l’articolo che segue, non esiste una risposta certa…

La questione del c.d. “nuoto libero”, argomento più ampio di quanto appaia a prima vista, solleva svariate questioni delicate.

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