Incompatibilità della carica di presidente in più a.s.d.

Si può essere Presidente di due a.s.d. che fanno riferimento alla medesima disciplina sportiva (ciclismo) ma affiliate una alla Federazione Ciclistica Italiana e l’altra alla UISP?

Certamente sì.

La nuova disposizione dettata dall’art. 11 del D.lgs. è molto chiara: “E’ fatto divieto agli amministratori delle associazioni e società sportive dilettantistiche di ricoprire qualsiasi carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche nell’ambito della medesima Federazione Sportiva Nazionale, disciplina sportiva associata o Ente di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI e, ove paralimpici, riconosciuti dal CIP“.

Uscita dal “regime 398” e “decommercializzazione”: due questioni indipendenti

Una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, oltre ad avere la prima squadra iscritta alla lega nazionale serie A di pallavolo, ha anche tutto il settore giovanile con squadre di ragazzi di ogni età. Tutti i ragazzi vengono tesserati alla Fipav e ovviamente essendo una s.s.d. non sono associati direttamente alla società. La società fino alla stagione 2022/2023 (conclusasi il 30 giugno 2023) era in regime ex legge 398/1991 e ha applicato il regime di esclusione Iva per le quote annuali corrisposte da questi ragazzi (che non pagano singole lezioni ma appunto pagano un quota annuale di partecipazione al settore giovanile). Dal 1° luglio 2023 la società è uscita dal regime ex legge 398/1991 per superamento del limite dei ricavi commerciali. Si chiede quindi: 1. è corretto il regime di esclusione applicato sino al 30 giugno 2023? 2. per la stagione corrente andrà applicato il regime di esclusione ex articolo 4, di esenzione ex articolo 10 oppure di imponibilità Iva al 22 per cento?

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La CGT Campania ribadisce i tre requisiti fondamentali per poter fruire delle agevolazioni alle a.s.d.

L’ampia sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Campania n. 7292 del 11/11/2022 non contiene particolari novità, ma con ampie citazioni di sentenze della Corte di Cassazione ribadisce con forza i tre principi fondamentali che le associazioni sportive dilettantistiche debbono rispettare con attenzione e puntualità, per poter usufruire delle agevolazioni fiscali, in particolare della c.d. decommercializzazione dei corrispettivi specifici di cui all’art. 148, III comma, T.U.I.R.: rispetto sostanziale dei requisiti di legge; effettività del rapporto associativo; divieto di distribuzione utili.

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Approvato il decreto correttivo della Riforma dello sport

Il C.d.M. ha approvato ieri il decreto legislativo di modifica del d.lgs. 36/2021, intitolato “Riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo”, sicuramente il più importante dei decreti emanati in attuazione della legge 86/2019, delega al Governo di dettare disposizioni “in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione”.

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L’ACE ordinaria e la “super ACE” per le s.s.d.

A proposito dell’Aiuto alla Crescita Economica (c.d. ACE), è stato chiesto se vi siano stati aggiornamenti e soprattutto se alle società sportive dilettantistiche trovi applicazione anche la c.d. “super ACE”.
Cogliamo questa occasione per ricordare i termini essenziali dell’agevolazione “ordinaria”, e segnalare la peculiarità di quella straordinaria.

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