Accantonamento imposte delle SSD a r.l.

Come procedere per le SSD a RL che non siano in regime 398 e che devono accantonare le imposte (e versarle e fine anno)? Ad esempio: i compensi da co.co.co sportiva sono deducibili nei limiti di € 85.000 annui; in caso di periodo d’imposta infrannuale come comportarsi? Inoltre: in merito al trattamento dei costi a carico della società, sostenuti a favore di atleti o allenatori contrattualizzati come co.co.co sportivi (quindi dall’1.7.23 lavoratori!): si fa l’esempio di locazioni di appartamenti, utenze di questi ultimi, ristoranti e alberghi per le trasferte di atleti, etc: come comportarsi? Una precisazione: si dà per scontata l’applicazione, in primis, del “prorata” su tutti i costi, in base alla percentuale di ricavi commerciali in rapporto alle entrate globali.

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Prestazioni di servizi sportivi e territorialità IVA

In ambito sportivo, può accadere che vengano rese prestazioni nei confronti di soggetti stranieri, oppure che vengano rese prestazioni all’estero da parte professionisti italiani: pensiamo a un istruttore dotato di partita iva che svolga attività di personal trainer e che svolga la propria attività in Italia, sia nei confronti di clienti italiani che esteri, oppure che si rechi all’estero ad allenare **

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Il “patentino” da istruttore è spendibile presso altre FNS o EPS?

Un’istruttrice yoga ha un patentino rilasciato da un EPS (Csen): per fare attività in più a.s.d. affiliate a Enti diversi da quello che ha rilasciato il titolo, dovrebbe convertire il titolo in base al soggetto al quale l’a.s.d. è affiliata?

Per rispondere correttamente alla domanda, gli aspetti da tener presente sono più di uno, e la questione deve essere affrontata coordinando con ragionevolezza le varie regole da rispettare.

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Mancata opzione al “regime 398”

Una a.s.d., costituitasi nel corso del 2023, non ha esercitato l’opzione per l’applicazione del regime della legge 398/91. Ci sono conseguenze? Come regolarizzare la posizione?

L’opzione per il regime di cui alla Legge 398/91 si esercita, com’è regola generale per le opzioni salvo specifiche indicazioni diverse, con comportamenti concludenti: ci si comporta come da “regime 398” e ciò vale come opzione.

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Opzione 398 da adottare per una a.s.d. anche A.P.S.

Un a.s.d. ha modificato lo statuto per essere anche A.P.S., statuto registrato poi presso l’Agenzia delle Entrate, con contestuale iscrizione come a.s.d. al RAS e come A.P.S. al RUNTS. Il dubbio ora è relativo alla gestione del regime IVA sia come a.s.d. che come A.P.S.: in pratica si può ricorrere contemporaneamente alla 398 per il settore sportivo e il regime forfettario per la gestione di operazioni per il settore della promozione sociale ?

Con l’attuale formulazione dell’art. 4 del D.P.R. 633/72 ai fini IVA, e dell’art. 148 T.U.I.R. ai fini delle imposte dirette, le a.s.d. e le A.P.S. hanno il medesimo regime fiscale.

Analogamente, sono attualmente in vigore sia la legge 398/91, dettata per la a.s.d., che l’art. 9-bis della legge 417/1991, che ne ha esteso l’applicazione a tutte le associazioni senza scopo di lucro.

Tutto cambierà radicalmente quando entrerà in vigore anche la parte fiscale del Codice del Terzo Settore, che restringerà il campo d’azione di tali norme solo alle a.s.d., dettando una disciplina specifica per le A.P.S., ma per ora nulla è cambiato.

«Esenzione 5.000 euro» per insegnante di danza con Partita IVA

i compensi fatturati a una a.s.d. da insegnante di danza con partita IVA (codice ateco 85.52.01) rientrino nell’esenzione dei 5.000 euro?

L’art. 25, I comma, del D.lgs. 36/2021 stabilisce che

“E’ lavoratore sportivo … l’istruttore … che … esercita l’attività sportiva verso un corrispettivo a favore di un soggetto dell’ordinamento sportivo iscritto nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, nonché … di altro soggetto tesserato“,

Pertanto se:

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