Il Bonus per i collaboratori sportivi: fra FAQ e tutorial quasi tutto ben chiaro

Il sistema di comunicazione di Sport e Salute ha reso sufficientemente facile districarsi nelle problematiche sostanziali e procedurali dell’agevolazione. Abbiamo cercato di fare una veloce sintesi, evidenziandone i principi base e soprattutto la loro applicazione alla casistica emersa dai numerosi quesiti e casi pratici che siamo stati chiamati ad affrontare.

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Come trattare gli incassi derivanti da corsi di Yoga in un a.s.d. con partita IVA

Si chiede come debbano essere considerati e dichiarati ai fini IVA e ai fini Imposte dirette gli incassi derivanti da corsi di YOGA (disciplina non più riconosciuta dal CONI) svolti da una a.s.d. che svolge anche corsi di pilates (disciplina riconosciuta dal CONI) i cui incassi sono “decommercializzati” secondo i benefici previsti dalla L.398. Per i corsi di Yoga l’a.s.d. emette fattura con IVA esposta al 22%, non rientrando più tali corsi nell’attività istituzionale.

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Insegnanti di Sport: fuga dal CONI

Gli adempimenti sempre più impegnativi a carico delle a.s.d. e i rilevanti vantaggi del regime forfetario stanno portando alla chiusura di molte a.s.d. non votate all’agonismo, e all’apertura di posizioni IVA da parte degli istruttori. E la cosa non ci dispiace.

In primo luogo chiariamo cosa intendiamo con “insegnanti di sport”: istruttori in discipline sportive non agonistiche, di alcune delle quali diversi commentatori mettono in dubbio anche la stessa “sportività”, quali yoga, Pilates, Feldenkrais, calistenico, in parte danza, personal trainers, e dintorni.

Un numero rilevante e in crescita di soggetti, la cui attività è insegnare a singoli o piccoli gruppi come praticare tali discipline, o più precisamente come imparare tali metodologie di allenamento e trarne il massimo beneficio, nella stragrande maggioranza dei casi non in termini di risultati agonistici ma di conseguimento di risultati personali, di condizione fisica, di benessere.

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Richiesta di emissione fattura a fronte dell’iscrizione all’attività sportiva

Quesito: Una a.s.d. ha ricevuto la richiesta di emettere fattura elettronica riferita all’iscrizione annuale all’attività (esclusivamente rivolta alla fascia di età 7-16 anni per l’avviamento al ciclismo). La richiesta è avanzata da un genitore nella cui azienda il contratto integrativo ha previsto l’erogazione di un buono Welfare 2.0 a favore dei propri dipendenti e loro familiari e la società terza incaricata di svolgere il servizio di erogazione lo adempie solo a fronte della presentazione della fattura. Si chiede se, qualora venga emessa fattura, questa sia o non sia esente da IVA.

Risposta: Affrontiamo separatamente i vari elementi del quesito, perché ciascuno necessita di qualche precisazione.

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Smarrimento dell’atto costitutivo originale e regolarizzazione della a.s.d. presso l’Agenzia delle Entrate

Quesito: Un’a.s.d. affiliata FSI e costituitasi nel 2006 con solo codice fiscale deve procedere a registrare l’associazione presso l’Agenzia delle entrate, che ha richiesto lo statuto e l’atto costitutivo firmato in originale: di quest’ultimo il consiglio direttivo dispone solo di una copia senza le firme originali delle persone partecipanti all’assemblea costituente, che oggi non sono rintracciabili. L’agenzia delle entrate, pur avendo il codice fiscale dell’associazione, dice di non riuscire a rintracciare l’atto costitutivo. La federazione scacchistica non dispone dell’atto costitutivo originale perché troppo vecchio. Si chiede come regolarizzare la posizione della a.s.d. presso l’agenzia delle entrate.

Risposta: Dalla formulazione un poco confusa del quesito ci pare di poter fare due ipotesi:

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Modello EAS e attività decommercializzate

Quesito: Una a.s.d. con codice fiscale (senza p.IVA) e registrata al CONI ha presentato il modello EAS 3 anni fa, all’atto della costituzione; si chiede se sia corretta la lettura di quanto riportato nel sito dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui per le a.s.d. che non svolgono attività commerciale sembri non essere obbligatorio, e quando si applichi l’onere di presentazione per avere la decommercializzazione delle attività commerciali connesse (quali ad esempio i Corsi). Si chiede inoltre – non trovando più la documentazione del modello già presentato – come si faccia a sapere di essere in regola relativamente al modello EAS.

Risposta: Per quanto riguarda l’obbligo o meno della presentazione del Modello EAS in casi come il Vostro (a.s.d. senza partita IVA che percepisce corrispettivi specifici esclusivamente da soci e/o tesserati), dopo qualche dubbio iniziale la situazione è stata chiarita dalla Circolare 12/2009 che al punto 1.2.1.2 testualmente recita: “L’onere della comunicazione dei dati grava anche sulle associazioni che effettuano operazioni strutturalmente commerciali anche se non imponibili ai sensi dell’articolo 148, terzo comma, del TUIR e dell’articolo 4 del DPR n. 633 del 1972″.

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La determinazione dell’imponibile nella S.s.d.r.l.: cassa, cassa allargata o competenza?

Nella stagione delle dichiarazioni (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) si ripresenta un dubbio di non facile soluzione.

1. La fondamentale differenza fra a.s.d. e S.s.d.r.l.: diversa la distinzione fra ricavi fiscalmente rilevanti e non

In primo luogo ricordiamo una prima importante differenza fra a.s.d. e S.s.d.r.l.

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